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Categoria: La ricerca sul fundraising

Il donatore: un “target” o un “partner”?

I donatori. La nostra ossessione.

Per loro agiamo, per loro lavoriamo, per loro perdiamo spesso il sonno… e anche il senno.  Li studiamo, li analizziamo, scopriamo cosa fanno, quanti anni hanno, chi sono. Eppure, mi chiedo, siamo sicuri di sapere cosa vogliono da noi? È giusto parlarne come statistiche, come target, mere tabelle di marketing? Il donatore come un “consumatore” di buone cause? Forse. Ma in un mondo sempre più a portata di mouse, in un’era della conoscenza, io credo che il donatore sia prima di tutto un partner. Un volontario. Una persona che sceglie di sostenere la nostra stessa causa, che condivide la nostra mission.

Come tale, dunque, deve essere prima di tutto informato, non corteggiato. Coinvolto, non indotto. È il principio vincente del sostegno a distanza: il sostenitore riceve regolarmente notizie del bambino e/o della comunità dove questi vive, segue lo sviluppo e l’evoluzione delle attività intorno a lui. È un vero partner. E così dovrebbero essere tutti i donatori. Sembra ovvio, ma non è sempre così

Nel “Non Profit Report 2011 – il dono online e il rapporto con i social network” presentato da Contactlab , quello che mi ha colpito più di ogni altra cosa è la scarsa attenzione alle pagine delle OnP sui social network (solo il 26% afferma di seguirne qualcuna lì), a fronte di un alto interesse per i siti e le newsletter (il 54% visita i primi ed il 40% dichiara di leggere le seconde). Come dire, se conosco, seguo, se sono informato, condivido.

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Il treno dei desideri in questo paese all’incontrario va…

Treno dei desideriGiovedì 10 novembre sono partita per Trento dove ho tenuto una lezione sugli eventi di fund raising.

Ed ho preso il treno… O meglio, avrei voluto prenderlo in tutta tranquillità ma dal predellino mi separavano 50 cm di altezza e io non è che sia proprio una stanga…

Ma ci vuole ben altro per fermarmi!

Arrivata a Trento ho tenuto la mia lezione di fronte a 25 persone tutte appartenenti a piccole e piccolissime organizzazioni. Una lezione molto divertente e stimolante.

Ma… c’è un ma.

Al ritorno ho sempre preso il treno e ad attendermi c’erano sempre quei 50 cm da scalare (forse era questo che intendeva Michele quando mi parlava di vette da scalare in Trentino).

E allora mi sono arrabbiata moltissimo ovviamente con Trenitalia che non agevola i suoi passeggeri siano essi disabili, bambini, anziani e mamme con passeggini a seguito. Ma anche con tutte quelle piccole e piccolissime associazioni che si occupano di anziani e di disabili e che continuano a lavorare in modo tendenzialmente isolato e a preoccuparsi, spesso del proprio “orticello” senza adottare una visione d’insieme del settore in cui operano e dei problemi che trattano. Questo mostra una scarsa consapevolezza dell’enorme potenziale di azione sul cambiamento sociale che avrebbero solo se si unissero.

A questo proposito, una recente ricerca sulle donazioni svolta da Astra Ricerche mette in evidenza che la contrazione di donazioni sia da imputare non solo alla crisi economica ma anche al fatto che i donatori ritengono che il non profit sia diventato molto dispersivo e inefficace, pieno di doppioni e di microiniziative che hanno una scarsa capacità di incidere sulla realtà.
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ASSIF: Identikit del fundraiser italiano. Apriamo il dibattito

Sono stati pubblicati i dati dell’indagine effettuata dall’ASSIF e volta a raccogliere indicazioni e informazioni utili a costruire la nuova ASSIF.

Mi sembra che il dato più rilevante dell’indagine sia quello relativo alla tipologia dei rispondenti: più dell’80% non è socio ASSIF.

Il che vuol dire tre cose evidenti:

  • la scarsa rappresentanza di ASSIF fino ad oggi;
  • una differente attenzione alla dimensione associativa professionale da parte della vecchia generazione di soci rispetto a quella (speriamo) futura;
  • la grande voglia di fare riferimento ad una struttura associativa (altrimenti 320 fundraiser non avrebbero risposto all’indagine di ASSIF).

La terza è una grande buona notizia e rappresenta anche la misura della sfida che la nuova ASSIF dovrà sostenere per adeguarsi al nuovo contesto del fundraising italiano.

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Crowdfunding, una piccola Rivoluzione

Crowdfunding e fundraising
Crowdfunding non solo un mezzo ma una piccola rivoluzione nei rapporti fra donatore e cause sociali.

Si stanno moltiplicando anche in Italia le iniziative di crowdfunding (letteralmente finanziamento da parte della folla), grazie all’attivazione di alcune piattaforme che organizzano e facilitano lo scambio diretto tra donatori (e/o veri e propri finanziatori) e “portatori” di progetti. La maggior parte di queste iniziative sono mosse da un legittimo obiettivo di business raggiunto attraverso la trattenuta di una percentuale sui finanziamenti ricevuti (non tutte e con quote differenti).

Il fenomeno (di cui abbiamo parlato nella nostra Survey sul futuro del fundraising), giunto rapidamente da noi proprio grazie a queste piattaforme, nasce nel mondo anglosassone e in particolare negli USA. Non sposta un grande volume di denaro e quindi non va preso come la soluzione dei problemi del fund raising o come il suo futuro (spesso si sono prese delle vere e proprie cantonate celebrando nuovi mezzi di fund raising come “risolutivi” e rivoluzionari, penso a Second life o allo stesso Facebook). Tuttavia il fenomeno porta con sé elementi di innovazione importanti.

Il primo è la forte presenza di progetti culturali, artistici e spettacolari, anche di carattere televisivo e cinematografico. Il che rappresenta una assoluta novità per un settore totalmente dipendente da fondi pubblici o da sponsorizzazioni molto commerciali, con produzione di conseguenti paradossi circa la libertà di produzione e la reale competitività tra i progetti stessi.

Il fatto che un numero significativo di persone mostri una tendenza a sostenere direttamente il settore della cultura in modo libero e slegato da canali istituzionalizzati, mette in evidenza che la causa sociale della cultura (in senso lato) trova una certa ricettività nel largo pubblico.

Pubblico che oggi non è stato coinvolto nel fund raising proprio dalle associazioni e istituzioni culturali, che probabilmente hanno pensato che non potesse capire o non avesse interesse per la cultura.

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International Fundraising Congress: occasione da prendere al volo

Si sono aperte le iscrizioni al 31° International Fundraising Congress (IFC), che si svolgerà in Olanda dal 18 al 21 Ottobre prossimo. A sei mesi dall’evento, come ogni anno, gli organizzatori di The Resource Alliance, una charity internazionale con sede a Londra, hanno risposto positivamente alla richiesta dell’ambassador Italiano Beatrice Lentati di concedere, eccezionalmente, uno sconto speciale agli Italiani che decideranno di partecipare.

Sconto per i fundraiser italiani

I fundraiser italiani e i partecipanti al Festival del Fundraising di Castrocaro hanno diritto ad uno sconto speciale per partecipare all’IFC.

Per i Soci Assif (almeno 20) che si iscriveranno attraverso l’Associazione, lo sconto previsto sarà di 110 Sterline, mentre per tutti coloro che hanno partecipato al Festival del Fundraising sarà di 100 Sterline.

Lo sconto avrà valore solo per coloro che si iscriveranno entro il 15 giugno data di chiusura dell’”Early Bird”
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