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Responsabilita’ sociale di impresa: Leroy Merlin, caso tutto italiano

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Ho intervistato Luca Pereno, Corporate Social Responsability manager – Coordinatore Sviluppo Sostenibile presso Leroy Merlin, il quale, oltre a raccontarci la CSR della sua azienda, dei progetti innovativi attraverso i quali la CSR di Leroy Merlin viene declinata, offre spunti interessanti per le organizzazioni nonprofit che volessero proporsi e sviluppare partnership e progetti.

In cosa si differenzia la CSR di Leroy Merlin nel contesto italiano?

“La volontà è quella di distinguersi da una CSR finalizzata al marketing, alla reputazione all’immagine dell’azienda. Il nostro sforzo è quello di andare oltre. Oltre al semplice rispetto della legge, oltre al fare comunicazione, ma soprattutto oltre a realizzare progetti. La volontà è infatti quella di lavorare sui processi.

Come abbiamo detto in occasione del nostro Green Day, andare oltre significa trasformare un progetto in processo. Un progetto ha un inizio e una fine, un processo ha un’evoluzione, una crescita, un consolidamento. Andare oltre significa porsi sempre nuovi obiettivi, cercare di innovare, alzare l’asticella in una sfida che si gioca in un mercato in continuo e rapido cambiamento. Ma la vera innovazione, in un’epoca di sharing economy, è scegliere di non gestire il cambiamento da soli ma insieme ai propri collaboratori, attraverso il confronto con gli stakeholders, grazie all’ascolto della comunità.

In sintesi penso quindi che siano due le parole che indicano le nostre azioni: oltre e condivisione.

Come si declina la CRS di Leroy Merlin? Quali i progetti di maggior rilievo e di punta?

Un nuovo lavoro di sintesi ci ha permesso di elaborare il nuovo manifesto che evidenzia le parole chiave del nostro percorso “Fare e Comunità” e, in linea con la mission aziendale, dichiarare che: – Ogni persona ha diritto alla propria casa ideale. È nostro dovere lavorare per garantire questo diritto assumendoci le nostre responsabilità e partecipando in maniera attiva, concreta e innovativa alla vita delle Comunità per uno sviluppo ambientale, sociale, economico e culturale – .

Le azioni si suddividono su quattro ambiti, gli stessi ambiti che Papa Francesco, nella recente enciclica, definisce “ecologia integrale”:

Primo ambito: la nostra responsabilità del fare ambientale: fare nella comunità.

Rispettiamo e valorizziamo le Comunità nelle quali siamo in relazione con i nostri processi di approvvigionamento, trasporto, gestione e vendita.

Secondo ambito: la nostra responsabilità del fare sociale: fare per la comunità.

Miglioriamo e curiamo i territori, le case e la vita delle Comunità nel rispetto dei principi e diritti di solidarietà, responsabilità, autonomia e legalità.

Da un paio di anni abbiamo lanciato il progetto “Bricolage del Cuore” che nel 2014 si è concretizzato con 55 progetti su tutta Italia. Si tratta di un progetto di Volontariato d’Impresa grazie al quale ogni collaboratore Leroy Merlin può mettere a disposizione, su base volontaria, una giornata lavorativa all’anno da dedicare a progetti socialmente utili. L’obiettivo è contribuire concretamente al miglioramento delle comunità locali in cui l’Azienda è inserita con progetti volti al miglioramento, alla riqualificazione di strutture di vario tipo, come scuole, parchi, case famiglia, distribuite sull’intero territorio italiano o con progetti volti al trasferimento di competenze a giovani, persone senza un lavoro, nuove povertà.

Ci sono diverse strade per individuare il progetto di “Bricolage del Cuore”. Spesso ci sono associazioni nonprofit, scuole, comune di riferimento che ci identificano come partner ideale per ristrutturare alcuni ambienti di loro competenza. In altri casi sono i nostri collaboratori a segnalarci strutture che necessitano di un intervento di riqualificazione.

È importante sottolineare che i progetti di “Bricolage del cuore” non sono attività di “sponsorizzazione” in cui dare soldi o prodotti a terzi, ma si tratta della costruzione di un vero e proprio progetto. Sicuramente possiamo mettere a disposizione i nostri prodotti ma soprattutto il tempo e le competenze dei nostri collaboratori per “fare” ciò per cui siamo esperti: bricolage per il miglioramento di casa e giardino.

Terzo ambito: la nostra responsabilità del fare culturale: fare con la comunità

Costruiamo e cogeneriamo una cultura di sviluppo sostenibile e cittadinanza d’impresa attraverso il coinvolgimento delle Comunità.

Nel 2014, sempre più consapevoli dell’importanza dell’educazione scolastica e sulla scia del successo dei percorsi formativi organizzati in precedenza, abbiamo creato in sinergia con Civicamente una piattaforma on line dedicata alle scuole italiane. È nato così il progetto educativo “Gli AmicoEco”: un originale percorso didattico pluriennale, dedicato alle scuole primarie e secondarie di primo grado, finalizzato all’informazione e alla sensibilizzazione dei più piccoli sul tema della sostenibilità ambientale.

Gli insegnanti interessati, accedendo e iscrivendosi gratuitamente alla piattaforma dedicata, hanno la possibilità di scaricare un kit didattico, costruito secondo le specifiche esigenze psicopedagogiche della fascia d’età dei propri alunni. I corsi a disposizione sono infatti due: Open Mind © “Gli AmicoEco Kids” per le classi della scuola primaria e “Gli AmicoEco Junior” per quelle della scuola secondaria di primo grado.

L’originale strumento educativo offerto da Leroy Merlin si pone l’obiettivo di offrire alle giovani generazioni un’occasione di approfondimento in più, che si integra al percorso scolastico tradizionale, per aiutarli a comprendere cosa sta accadendo al pianeta, condividendo informazioni utili e consigli su come rispettarlo al meglio.

Quarto ambito: la nostra responsabilità del fare economico: fare in comunità.

Promuoviamo e sviluppiamo economie circolari e locali nella quale materie, risorse e competenze generano nuove fasi produttive e modelli di business.

Quando Leroy Merlin decide di sperimentare nuove strade lo fa davvero: il concorso “La casa ideale” è un esempio di vera innovazione sociale. In questo caso la capacità di sperimentazione di Leroy Merlin si concretizza nella realizzazione di un singolare concorso progettato con lo Yunus Social Business Centre University of Florence e gestito con la collaborazione della Fondazione Italiana Accenture sulla sua piattaforma digitale ideaTRE60.

Per Leroy Merlin la strada più semplice sarebbe stata scegliere alcuni prodotti da donare o vendere a prezzo speciale alle organizzazioni non profit. Abbiamo invece deciso di mettere a disposizione tutti i prodotti azzerando i nostri margini di guadagno per le 30 organizzazioni non profit che saranno selezionate ogni mese attraverso il concorso “La casa ideale”.

Un meccanismo forse più complesso, ma molto più interessante perché offre una soluzione diversa dalla semplice donazione di articoli andati fuori serie o di eccedenze di magazzino.

La casa ideale si rivolge a tutte le organizzazioni non profit che operano sul territorio italiano attive da almeno due anni, che potranno candidare le proprie iniziative dal 1 al 20 di ogni mese a partire da giugno fino a dicembre 2015 (mese di agosto escluso), sulla piattaforma digitale ideaTRE60.

Oltre a queste azioni mi piacerebbe citare il progetto “Diritti per la nostra strada” che ci vede impegnati nella diffusione di un codice etico per i nostri fornitori, con una formazione per condividerne i princìpi e un’attività d’audit per verificarne l’applicazione. Parlando di sviluppo responsabile questo, per una realtà come la nostra, è il centro di ogni azione ambientale, sociale, economica o culturale.

Quali sono le caratteristiche e le peculiarità che devono avere i progetti ma soprattutto le onp che si rivolgono a voi per sviluppare insieme progetti? Quali gli aspetti di cui tenete conto nel momento in cui decidete il progetto da sostenere?

In Leroy Merlin è molto forte il valore dell’autonomia, quindi ogni negozio è autonomo nel scegliere i propri progetti e propri partner. A livello aziendale non sigliamo accordi quadro con nessuna organizzazione proprio per valorizzare le ricchezze e i bisogni locali. Preferiamo costruire insieme i progetti piuttosto che “acquistare” collaborazioni preconfezionate. Requisito essenziale è quindi la progettualità (non effettuiamo donazioni in denaro o raccolte fondi) e soprattutto è fondamentale la natura del progetto: valorizzazione della casa.

Un consiglio per le onp che vogliono approcciarsi a voi?

Studiare bene la nostra metodologia di azione: non presentarsi con un progetto da finanziare, avere un forte radicamento sul territorio e proporre progettualità che abbiano come tema la casa, la valorizzazione dell’habitat e l’accoglienza. Avere la volontà, e capacità, di lavorare su un processo e non un progetto. Un esempio molto positivo è la collaborazione con FOCSIV con i quali abbiamo co-costruito la formazione per i nostri fornitori e speriamo in una collaborazione in fase di accompagnamento post audit.

Cosa vorreste raccontare e che mai nessuno ha chiesto?

Spesso si parla e ci chiedono il rapporto tra profit e non profit. Forse sarebbe più interessante capire sino a che punto un’azienda profit può rinunciare al suo generare profitto economico per generare profitto sociale e quanto un’onp, per garantire la propria sopravvivenza, è disposta a generare profitto economico a sfavore di quello sociale. Impegnativo per entrambe le realtà!

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