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Sushi, fundraising e responsabilita’

Giovanni Soldini posa con un mako per la campagna Fishlove (foto di Alan Gelati non riproducibile e di proprietà della campanga Fishlove)

Vaste porzioni di oceano sono piene di plastica. Esistono ancora paesi che autorizzano la caccia alle balene. Grandi navi solcano i mari remoti per prelevare interi banchi di pesce in modo scientifico, assottigliando così le risorse ittiche e minacciando la sopravvivenza di molte specie.

Non voglio però convincervi della bellezza e dell’importanza del mare. Non ne sarei capace, non ne avrei le competenze e magari non c’è neanche bisogno che ve lo dica io. Voglio semplicemente raccontarvi una campagna di sensibilizzazione molto originale, che può servire come spunto anche per le vostre organizzazioni (e non è necessario vi occupiate di ambiente marino).

Si chiama Fishlove, nasce nel Regno Unito e si propone di accrescere la consapevolezza della necessità di conservare gli oceani e tutelare la vita marina. Appena l’ho vista, mi ha colpito per la sua creatività e per l’efficacia con cui riesce a veicolare il messaggio. Del resto, se così non fosse, non starei qui a descriverla.

Obiettivo della campagna è allertare la società dei rischi della pesca intensiva, pratica distruttiva per l’ambiente. Come raggiungere l’obiettivo? Semplice: attirando l’attenzione. Il dilemma che tanti comunicatori, esperti di marketing, consulenti e guru devono affrontare tutte le mattine all’alzarsi dal letto è sempre lo stesso: come posso catturare l’attenzione del pubblico e aumentare la platea di chi conosce attività e valori dell’organizzazione che seguo? Come far sì che più persone intervengano per aiutarla?

Occorre far centro e farlo in modo chiaro e il più diretto possibile.

Cosa si sono inventati allora quelli di Fishlove?

Niente di più facile: una serie di progetti fotografici. Varie collezioni, realizzate da fotografi professionisti come il francese Denis Rouvre o lo scozzese Rankin, i cui protagonisti sono essenzialmente due: persone note nel mondo dello spettacolo, dello sport (nella foto è ritratto Giovanni Soldini) o dell’arte e i pesci. Vivi i primi, morti i secondi. Entrambi nudi come Natura li ha fatti.

Gli ingredienti della campagna sono: celebrità, creatività, arte, denuncia, vita, morte, rispetto per l’ambiente.

Voglio sottolineare due punti.

In primo luogo, a ideare la campagna Fishlove (definita una “not-for-profit Community Interest Company”) è stato il ristorante Moshimo di Brighton, eccellenza del sushi rinomata nel Regno Unito. Che l’esplosione della moda del sushi sia un problema per specie ittiche come il tonno rosso (che ha seriamente rGary Avis posa con un mahi mahi per la campagna Fishlove (foto di Jillian Edelstein di proprietà di Fishlove - vietata la riproduzione)ischiato l’estinzione) è noto. Credo sia positivo che ristoranti di primo livello portino avanti strategie di responsabilità sociale di impresa e si espongano a tal punto.

L’altro aspetto innovativo è che le immagini sono in vendita sulla piattaforma e-commerce del sito Fishlove.com. Immagino quanti amanti del mare e della natura, quanti estimatori del pesce e del sushi, quanti ammiratori delle celebrità che hanno posato, quanti ristoranti attenti alla qualità e alla sostenibilità, possano acquistarle. Insomma, la campagna oltre all’obiettivo della sensibilizzazione (e della responsabilità sociale di impresa) ha quello del fundraising: Fishlove contribuisce economicamente a numerosi progetti, sostenendo diverse coalizioni di organizzazioni della società civile per la tutela degli oceani.

Tanto di cappello per un ristorante. Tante buone pratiche in una sola campagna che può ispirare molti di noi.

Ps. Seguitemi su Twitter @baleiaorg e seguite la Scuola su @fundraisingroma.

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