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Categoria: Sul fund raising

Donare di più e meglio: un manifesto per far crescere il fundraising

Manifesto per un nuovo fundraising
Ci siamo. Il grande momento è arrivato. Venerdì 11 dicembre 2015 la Scuola di Roma Fund-Raising.it, in occasione del suo decennale, insieme all’Istituto Italiano della Donazione, ha organizzato alla Camera dei Deputati l’incontro “Donare di più e meglio. Manifesto per un Nuovo Fundraising”.

L’evento è stato reso possibile anche grazie al contributo di MyDonor e di Dunp.

Vogliamo cogliere l’occasione, partendo dalla decennale esperienza della Scuola di Roma Fund-Raising.it, per guardare al futuro del fundraising e alle sfide che deve affrontare affinché cresca sia quantitativamente sia qualitativamente. Questa intenzione ha incontrato l’interesse e la disponibilità dell’Istituto italiano della Donazione proprio per rafforzare il legame tra due temi fondamentali: la raccolta fondi e il fenomeno della donazione.

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Fundraising e advertising in radio: “Sembra facile…”

fundraising-radio-non-profit

Erano gli anni 60 e… “Sembra facile” era il cuore di una comunicazione televisiva (Carosello) di una nota caffettiera italiana.

Quel “Sembra facile” può essere preso in prestito quando si pensa al copywriting per l’advertising radio.

Parafrasando un po’ quella arcaica pubblicità della Moka, è vero: scrivere per la radio sembra facile e in fondo, anche quando si tratta di chiedere, di raccogliere, di invitare a donare, lo è. Basta utilizzare alcuni elementi “basic” e alcuni “trucchi” che rendano la comunicazione chiara, emozionale semplice e “captive”.

La radio è un Medium eccellente perché esercita funzioni di intrattenimento, informazione, divertimento, compagnia e scandisce i ritmi quotidiani, accompagnandoci ed “insinuandosi in modo mai invasivo” nelle nostre vite. Il messaggio pubblicitario in radio ci sorprende sempre, tendendo “un’imboscata alle nostre orecchie” che, come sappiamo, non hanno interruttori!

L’advertising radiofonico stimola chi ascolta attraverso suoni, rumori, silenzi, parole dette o cantate, producendo immagini mentali che divertono, illustrano e seducono l’ascoltatore, utilizzando in modo attivo la sua personale immaginazione.
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Testimonial e fundraising: non basta l’immagine. Un esempio dal cinema

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Si sa, il mondo del cinema ha il suo fascino: anche per i meno appassionati, tutto ciò che è legato al mondo del cinema, riscuote sempre un certo successo. Se poi si parla di cinema fatto da grandi attori o da grandi registi, italiani ed internazionali, il successo, l’interesse dei media e degli addetti ai lavori o la semplice curiosità dei non addetti, sono elementi comunque certi.

La società Hollywood in Rome insieme al Teatro Golden ed in partnership con e-Talenta/Castforward, ideano il primo progetto di didattica internazionale, chiamando il celebre regista e sceneggiatore canadese Paul Haggis, (è entrato nella storia dell’Academy Awards grazie alla stesura di due geniali pellicole, “Million Dollar Baby” e “Crash – Contatto fisico”, che, per due anni consecutivi, hanno ottenuto la statuetta per il Miglior Film), a dirigere due esclusive MasterClass di recitazione. Tutto ciò è avvenuto lo scorso marzo a Roma.

La particolarità è che l’intero compenso di Paul Haggis è stato devoluto all’associazione Artists for Peace & Justice, un’organizzazione nonprofit che promuove pace e giustizia sociale nel mondo, attraverso l’emancipazione di comunità povere. Paul Haggis oltre essere Presidente è anche fondatore di tale associazione.

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Parole, ritmo e suoni: l’importanza dello scrivere nel fundraising

Scrivere per il fundraising

Scrivere per raccogliere fondi non è facile, almeno per me.

Come incipit è scoraggiante, lo so, ma voglio sgomberare il campo dall’illusione che un po’ di fantasia e qualche regola siano sufficienti a ottenere un buon risultato.

Forse pensi che voglia “metterla giù dura” per giustificare il lavoro mio e di tutti i copywriter e ghostwriter. Non è così. Dammi il beneficio del dubbio, almeno per qualche secondo.

Scrivere è un atto di responsabilità e farlo per conto di un’associazione lo è ancora di più. Prima di ogni parola scritta c’è una scelta precisa, o almeno così dovrebbe essere.

“Le parole sono importanti!” urlava Nanni Moretti in Palombella Rossa. Le parole hanno un peso, aggiungo io. Sono come dei mattoni. Sta a noi decidere se prenderne due o tre a caso e buttarli addosso a chi ci legge o ascolta, oppure utilizzarli per dare forma alla realtà (informare) e a una storia (raccontare).

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Settembre: lotterie di fundraising e vendemmia

Lotterie di beneficienza e fundraising

Raccolto copioso per i viticoltori italiani che nel 2015 sono tornati a primeggiare fra i produttori di vino, superando Francia e Spagna.

Altrettanto copioso può essere il raccolto di denaro delle organizzazioni nonprofit che a settembre decidano di lanciare una lotteria di beneficienza.

Superiamo insieme un’obiezione diffusa basata sul pregiudizio: quello secondo cui la lotteria è un modo molto marginale di sostenere una buona causa. Intendiamoci: se la lotteria non è inserita in un piano strategico con altri mercati e metodologie di raccolta fondi, l’obiezione può pure essere reale.

Cerchiamo, però, di guardare la questione con altri occhi. Non dobbiamo essere per forza monolitici. Osserviamo la nostra organizzazione, cerchiamo di capire se possiede i fondamentali per promuovere una lotteria di raccolta fondi e, innanzitutto, se ha sufficienti “amici” e una rete sociale adeguata.

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