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Fare Fund Raising con un “pieno” di donazioni

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Ad ottobre sulla pagina Facebook di Beppe Grillo è apparsa una foto molto bella che ritraeva un benzinaio intento a fare benzina al camper con cui il Movimento 5 stelle ha girato l’Italia per sostenere la campagna elettorale in Sicilia.

A proporlo è stato Grillo ma potrebbe essere un qualsiasi uomo politico. Qui non è importante chi. È importante cosa potrebbe cambiare.

Giovanni Mancuso, questo il nome del benzinaio siciliano, ha contattato il Movimento per donare un pieno di benzina.

Fund Raising e politica

In Italia una bassa percentuale dei partiti politici si serve del fundraising per raccogliere fondi mentre in Inghilterra e in America tutti i partiti, nessuno escluso raccolgono fondi da cittadini privati e aziende.

Il Movimento 5 Stelle, in Italia, a differenza degli altri partiti, non riceve finanziamenti pubblici ma chiede micro donazioni libere e volontarie da parte di tutti i cittadini. Donazioni in beni e servizi che rendono il cittadino artefice dell’azione politica del Movimento direttamente e non attraverso lo strumento delle tasse.

Come succede per il fund raising verso le organizzazioni non profit, individui e aziende donano quando si fidano dell’organizzazione, quando credono nel suo progetto. Così succede nella politica (almeno negli altri paesi): quando si vede donare ad un partito vuol dire che c’è fiducia da parte dei cittadini e che essi vogliono partecipare.

Forse in merito al pieno di benzina non si può parlare di fund raising in senso strategico; piuttosto si tratta di una raccolta fondi ancora di vecchio stampo (“A suo buon cuore…”). Forse, però, potrebbe essere la spinta a far sì che la politica diventi di nuovo una causa sociale e che si doti di una strategia di fund raising più mirata. Attraverso il coinvolgimento si troverebbe anche il modo per risolvere un problema molto attuale: la distanza tra politica e cittadini.

Un fundraising utilizzato dalla politica, un vero fund raising alle radici dell’erba che coinvolge la comunità e che rende il donatore/cittadino “attore consapevole e partecipe”.

D’altro canto basta vedere cosa ha voluto significare il fund raising per la campagna elettorale di Obama: non pochi grandi finanziatori ma tanti, tantissimi individui che si attivano collettivamente per un progetto politico. Perché in Italia no?

@fundraisingroma

Commenti

Pubblicato il
Nov 21, 2012
Pubblicato da
Raffaele PICILLI

Ciao,

con questo post mi inviti a nozze! Sono almeno due anni che continuo a sostenere che il fundraising per la politica in Italia è all’anno zero. Sono pochissimi quelli che fanno fundraising (un partito e qualche movimento politico) ma il resto (politici, candidati, partiti, organizzazioni locali…ecc) si limitano a raccogliere monetine…altro che fundraising!
Negli USA Obama aveva la vittoria in tasca molto prima dell’apertura delle urne. Perchè? Perchè aveva raccolto più fondi di Romney…..
A presto
Raffaele

Pubblicato il
Nov 22, 2012
Pubblicato da
Elisabetta

Ciao,
io ho avuto modo di curare il fundraising per la campagna referendaria sull’acqua pubblica (acquabenecomune).
Credo che si tratti del primo referendum finanziato interamente dai cittadini, con piccole e piccolissime donazioni.
nella definizione della strategia, abbiamo ragionato anche sul meccanismo del rimborso elettore. I cittadini avevano la possibilità di donare a favore della campagna o di sottoscrivere. Con la sottoscrizione si dava la possibilità di avere la restituzione della quota (a raggiungimento del quorum) oppure di destinarla ad un progetto di cooperazione internazionale.

L’esperienza è stata bellissima ed è stata la dimostrazione di quanto diceva Alessandra: il fundraising può contribuire a ridurre le distanze fra politica e cittadini.

Elisabetta

Armanda Salvucci
Pubblicato il
Nov 23, 2012
Pubblicato da
Armanda Salvucci

Cara Elisabetta,
grazie per la tua testimonianza. Un bellissimo esempio di partecipazione ad un problema importante come l’acqua. E’ la dimostrazione che i cittadini non aspettano altro che essere presenti. E che sono pronti a dare. Basta saperli coinvolgere.
Grazie ancora!

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