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Post con Tag ‘comunità’

Cooperazione sociale e azioni di fundraising: “Eppur si muove”!

cooperazione sociale fund-raising

Ho iniziato la ricognizione del mondo della cooperazione sociale in relazione al fundraising, conscio del significato profondo della storia scritta dalla cooperazione che ha anticipato i tempi, aperto nuove strade, costruito opportunità e creato benessere, e anche certo della forza del fund raising inteso quale strumento per la sostenibilità nel tempo di progetti ad alto valore sociale aggiunto.

Sono rimasto sorpreso: lentamente e inesorabilmente la cooperazione sociale sta riducendo la distanza con il mondo dell’associazionismo rispetto al fundraising.

Oggi nella cooperazione sociale si afferma sempre di più la cultura di una progettazione sociale, condivisa con la comunità di appartenenza, alimentata da risorse pubbliche e anche provenienti da altri mercati (individui, fondazioni, aziende) con attori sociali cooperanti e con partenariati sempre più diffusi per non perdere spinta, innovatività e sostenibilità degli interventi sociali.

Sembra ci sia ritardo solo

  • Nel convincere le organizzazioni di medie e grandi dimensioni, fra cui i consorzi di cooperative, a lanciarsi con convinzione nel fundraising perché è evidente che sono il segmento più capace di creare innovazione nel movimento cooperativo, per organizzazione aziendale e capacità di investimento.
  • Nel formare i propri dirigenti a fronte di un’offerta formativa sul fundraising sempre più adeguata e ritagliata sulle esigenze delle organizzazioni non profit.
  • Nella quantità di fatturato creato con il finanziamento di donazioni a qualunque titolo.
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Non profit, politica e fundraising: le richieste da fare

Non profit e politica

In Italia lo spazio della politica è occupato oggi da chi “scende in capo”, da chi “sale in politica” e da chi “sta in politica” con grandi promesse di cambiamento, di cui alcune sconfinano nella magia.

Al grido da stadio “ora o mai più”, “crediamoci”, “cambiamo tutto” si candidano a dirigere il nostro paese persone senza più credibilità. La fiducia degli elettori è crollata.

In maniera più sommessa, i politici ci suggeriscono dai manifesti “tu hai la precedenza” e “sfida il futuro senza paura”.

In questo deserto di parole vuote, continuano ad operare giorno per giorno le organizzazioni non profit per assicurare benessere e coesione sociale attraverso servizi alla persona.

In particolare è meritoria l’opera di quelle organizzazioni attive su più fronti (enti locali, aziende, fondazioni, singoli cittadini) per reperire fondi e donazioni volti ad alimentare le loro buone cause anche in assenza di un chiaro quadro di riferimento nel sociale.

La crisi di fondi pubblici per i servizi alla persona ha solo amplificato la disattenzione della politica per il sociale.

Nessun piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali fa da cornice al percorso delle organizzazioni non profit e dà indicazioni sulle priorità sociali e sui fondi da spendere settore per settore. Prendere impegni e fare scelte nel sociale sembra inutile.

Facendo uno sforzo in tale direzione, ecco alcune cose che il terzo settore deve chiedere per quel che riguarda i servizi sociali in Italia.

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Fundraising e politica: uno sguardo ai partiti nella campagna 2013

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Pochi giorni fa, il 22 gennaio, si è tenuto presso la Scuola di Roma Fund-Raising.it, in collaborazione con Raise the Wind, agenzia di formazione, consulenza e ricerca di Raffaele Picilli, il nostro primo corso di fundraising per la politica che verrà ripetuto in autunno.

È di questi giorni l’inchiesta della Repubblica sulle spese elettorali ed il finanziamento privato ai partiti politici: buona parte della campagna elettorale si baserà anche su questi elementi.

Dall’inchiesta emergono elementi di riflessione interessanti.

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Comunicazione e fundraising per le biblioteche: se l’idea arriva da dentro

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A fine dicembre 2012 sono andata a fare una riunione a Genzano (in provincia di Roma) presso la sede centrale del Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani, con cui abbiamo lavorato fra febbraio e marzo dello scorso anno realizzando un itinerario formativo al fundraising che ha coinvolto gran parte del personale e di cui abbiamo parlato in un precedente post.

Nella riflessione che è scaturita dalla nostra esperienza comune, un punto cruciale riguardava il fatto che il personale delle biblioteche rappresenta una risorsa fondamentale per il fundraising. Argomentavamo, infatti, che “sono potenzialmente loro i primi fundraisers delle biblioteche in quanto condividono in maniera forte la missione. Sono cittadini tra i cittadini che nella comunità favoriscono l’accesso alla conoscenza. Sono testimoni credibili e appassionati di questa causa sociale”.

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Fund raising e crisi: come recuperare credibilita’ con eventi natalizi

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È in atto una crisi economica, sociale e di valori che ha quale effetto immediato l’aumentare e il diffondersi della sfiducia verso l’ “altro” (dal politico al vicino di casa).

Una mia conoscente di vecchia data mi ha riferito della sua adesione alla campagna AIRC (per rendere curabile il cancro) attraverso un SMS solidale.

Al tempo stesso però, la mia amica mi ha confessato che ritiene poco chiari alcuni progetti di raccolta fondi e, ancora peggio, ha citato il caso di un noto attore che si era fatto promotore di una raccolta fondi e alla fine ha sottratto i fondi.

La domanda che tanti si pongono è ancora la stessa: dove vanno i soldi raccolti? E il solo dubbio per le organizzazioni non profit è letale.

Una forma di tutela del lavoro svolto è la rendicontazione puntuale ai donatori dell’impiego dei fondi. Questo è anche il modo più semplice di arginare i dubbi dei malpensanti e trasformare la sfiducia in pensiero positivo.

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