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Il donatore: un “target” o un “partner”?

I donatori. La nostra ossessione.

Per loro agiamo, per loro lavoriamo, per loro perdiamo spesso il sonno… e anche il senno.  Li studiamo, li analizziamo, scopriamo cosa fanno, quanti anni hanno, chi sono. Eppure, mi chiedo, siamo sicuri di sapere cosa vogliono da noi? È giusto parlarne come statistiche, come target, mere tabelle di marketing? Il donatore come un “consumatore” di buone cause? Forse. Ma in un mondo sempre più a portata di mouse, in un’era della conoscenza, io credo che il donatore sia prima di tutto un partner. Un volontario. Una persona che sceglie di sostenere la nostra stessa causa, che condivide la nostra mission.

Come tale, dunque, deve essere prima di tutto informato, non corteggiato. Coinvolto, non indotto. È il principio vincente del sostegno a distanza: il sostenitore riceve regolarmente notizie del bambino e/o della comunità dove questi vive, segue lo sviluppo e l’evoluzione delle attività intorno a lui. È un vero partner. E così dovrebbero essere tutti i donatori. Sembra ovvio, ma non è sempre così

Nel “Non Profit Report 2011 – il dono online e il rapporto con i social network” presentato da Contactlab , quello che mi ha colpito più di ogni altra cosa è la scarsa attenzione alle pagine delle OnP sui social network (solo il 26% afferma di seguirne qualcuna lì), a fronte di un alto interesse per i siti e le newsletter (il 54% visita i primi ed il 40% dichiara di leggere le seconde). Come dire, se conosco, seguo, se sono informato, condivido.

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Natale e fundraising: e’ Natale e’ Natale si puo’ dare di piu’…

Fundraising e Natale
A Natale siamo tutti più buoni. E generosi. Ed è vero: statistiche alla mano, un italiano su due a Natale fa almeno una donazione. Oppure compra regali solidali, il caffè che viene da mondi lontani, l’ormai famoso Yak o la candela etnica che sa di incenso e buone cause.

È Natale! E per le organizzazioni non profit, è il periodo più d’oro per le proprie raccolte fondi, quello in cui si può chiedere di più, in cui si può insistere, ci si può infilare a gamba tesa tra i regali e quella voglia di essere più buoni, in cui ogni iniziativa trova il suo spazio.

E sono migliaia le campagne di fundraising a Natale. Radio e tv mandano a ripetizione spot solidali e passano campagne importanti, che invitano a sostenere buone cause, social network, portali web e blog sono inondati di messaggi solidali, la tua posta elettronica è piena di mail ammiccanti che ti invitano a dare, la tua cassetta della posta è piena di brochure, lettere, inviti, proposte, e bigliettini d’auguri, fermacarte, piccoli omaggi per ringraziare la tua generosità.

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Crowdfunding, una piccola Rivoluzione

Crowdfunding e fundraising
Crowdfunding non solo un mezzo ma una piccola rivoluzione nei rapporti fra donatore e cause sociali.

Si stanno moltiplicando anche in Italia le iniziative di crowdfunding (letteralmente finanziamento da parte della folla), grazie all’attivazione di alcune piattaforme che organizzano e facilitano lo scambio diretto tra donatori (e/o veri e propri finanziatori) e “portatori” di progetti. La maggior parte di queste iniziative sono mosse da un legittimo obiettivo di business raggiunto attraverso la trattenuta di una percentuale sui finanziamenti ricevuti (non tutte e con quote differenti).

Il fenomeno (di cui abbiamo parlato nella nostra Survey sul futuro del fundraising), giunto rapidamente da noi proprio grazie a queste piattaforme, nasce nel mondo anglosassone e in particolare negli USA. Non sposta un grande volume di denaro e quindi non va preso come la soluzione dei problemi del fund raising o come il suo futuro (spesso si sono prese delle vere e proprie cantonate celebrando nuovi mezzi di fund raising come “risolutivi” e rivoluzionari, penso a Second life o allo stesso Facebook). Tuttavia il fenomeno porta con sé elementi di innovazione importanti.

Il primo è la forte presenza di progetti culturali, artistici e spettacolari, anche di carattere televisivo e cinematografico. Il che rappresenta una assoluta novità per un settore totalmente dipendente da fondi pubblici o da sponsorizzazioni molto commerciali, con produzione di conseguenti paradossi circa la libertà di produzione e la reale competitività tra i progetti stessi.

Il fatto che un numero significativo di persone mostri una tendenza a sostenere direttamente il settore della cultura in modo libero e slegato da canali istituzionalizzati, mette in evidenza che la causa sociale della cultura (in senso lato) trova una certa ricettività nel largo pubblico.

Pubblico che oggi non è stato coinvolto nel fund raising proprio dalle associazioni e istituzioni culturali, che probabilmente hanno pensato che non potesse capire o non avesse interesse per la cultura.

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Perche’ questo Blog

Scuola di Roma FundRaising.itAbbiamo pensato di aprire questo blog (l’ultimo sul fundraising, chissà ancora per quanto…) per condividere idee, punti di vista, informazioni, spunti di riflessione con tutti quelli che ci seguono da anni, che hanno partecipato ai nostri corsi, che hanno lavorato con noi per la propria organizzazione, che ricevono la nostra newsletter. Ma più in generale con tutti coloro che promuovono e sostengono la crescita delle organizzazioni sociali, il cui ruolo è fondamentale per garantire lo sviluppo sociale del nostro paese.

Inoltre attraverso questo blog vogliamo raccogliere i vostri punti di vista e condividere con altri fundraiser il bello e il meno bello della nostra professione. Per aprire, insieme al “salotto buono” anche (dopo averla accuratamente risistemata) la “cucina” della nostra casa.

Infine vorremmo che questo blog diventasse nel tempo anche una sorta di centro delle conoscenze dove accumulare dati di ricerche, esperienze, articoli sul fund raising e quanto altro possa rappresentare uno strumento di lavoro per i fundraiser contando anche e soprattutto sullo spirito di iniziativa della “community”. Ecco perché vogliamo facilitare l’accesso ad altri blog e ad altri siti che si occupano di fund raising in Italia.

La parola d’ordine è CONDIVIDERE!

Insomma se ci chiedete il perchè  di questo blog vi rispondiamo in coro: perchè no?

Buona lettura a tutti!

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