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Post con Tag ‘economia’

Fundraising per i comuni: 6 buone pratiche

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A chi, come me, segue quotidianamente le vicende del fundraising (se non altro tramite i numerosi messaggi di Google Alert che riempiono le caselle di posta) sarà sicuramente balzata agli occhi la notizia relativa all’apertura di un Ufficio Fundraising presso il Comune di Crema.

Sì, avete capito bene un comune che decide di fare fundraising. Tanta sorpresa e curiosità nel fare clic sul link e poi? Devo dire che sono rimasta un po’ delusa: si tratta di un buon vecchio ufficio di analisi dei bandi pubblici europei, nazionali e delle fondazioni in modo che il comune sia più efficacemente in grado di cogliere eventuali opportunità. Ne esistono già a centinaia e da più di 10 anni.

Intendiamoci, in ogni caso, a mio modo di vedere, questa è un’iniziativa del sindaco da applaudire, in questo momento, anche perché prevede un investimento in personale qualificato, interno o esterno che sia. Certo mi aspettavo di più, ossia che tale ufficio si occupasse anche e soprattutto di aziende, individui, investimenti sociali, finanza sociale, ecc. Almeno da quel che si legge sull’articolo, tuttavia, non è così.

È chiaro però che la notizia ha evocato un tema per me di grande interesse: ossia se il fundraising sia una attività che abbia a che fare con la buona amministrazione di un comune o di un altro ente pubblico.

Caso vuole che mentre giungeva questa notizia, la Scuola di Roma Fund-Raising.it, su invito dell’Agenzia di Sviluppo Locale dell’Empolese Valdelsa, teneva ad Empoli un corso sul fundraising per le amministrazioni comunali.

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Forum della cooperazione allo sviluppo: una sfida alla quale non puo’ mancare il mondo del fund raising

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Nel Documento di Economia e Finanza, il Governo ha riconosciuto che “un riallineamento graduale della cooperazione allo sviluppo permetterà di rilanciare il profilo internazionale dell’Italia, la presenza in aree strategiche, le eccellenze e i vantaggi comparati, qualificandosi come un investimento con ritorni in termini di credibilità”.

L’affermazione non è di poco conto perché in un momento di crisi economica che generalmente porta a far abbassare l’asticella dei servizi e delle politiche sociali, puntare sulla cooperazione allo sviluppo come parte del motore del rilancio dell’Italia non è una scelta scontata.

Che la questione di un generale arretramento della nostra cooperazione internazionale non sia solo l’effetto della crisi economica e quindi della diminuzione degli stanziamenti pubblici è abbastanza evidente. Oltre al deficit economico hanno pesato su questo arretramento un deficit politico (mancanza di idee e di volontà), una forte frammentazione dei soggetti istituzionali e non profit che operano in questo campo, un mancato rinnovamento della cultura della cooperazione e dell’aiuto umanitario, che hanno fatto deperire il terreno di coltura della progettualità e molti altri aspetti.

Ma sarebbe ingenuo però non riconoscere, in questo contesto di crisi della cooperazione italiana,  la centralità del tema dei finanziamenti. Ecco perché il mondo del fund raising è chiamato a svolgere un ruolo centrale in questo dibattito, in quanto deve concorrere responsabilmente a rispondere, non tanto al problema di come si finanziano le organizzazioni non profit, ma più in generale come si finanzia la politica di cooperazione allo sviluppo, visto che il tradizionale sistema di finanziamento pubblico è non solo insufficiente ma anche inefficace.

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La loro specialita’ e’ la milza…ma in realta’ hanno fegato da vendere…

Voglio parlarvi dell’Antica Focacceria Palermitana, azienda storica di Palermo appartenente alla famiglia Conticello. Qui, nel secondo locale più antico di Italia si sono fermati personaggi del calibro di Garibaldi, Richard Wagner ed altri.

Vincenzo Conticello, uno dei proprietari dell’azienda, è stato protagonista nel 2005 di una battaglia contro il racket. Infatti, denunciò, fece processare e condannare i propri estorsori e dal 2007 vive sempre sotto scorta.

Nel 2007 Conticello diventò il fiore all’occhiello del gruppo “Addio Pizzo” un’iniziativa che vuole liberare la Sicilia dalla vergogna delle numerose estorsioni mafiose. Ma l’esempio all’inizio ebbe scarso effetto. Dopo la sua denuncia c’è stato un crollo negli affari, la focacceria andò in crisi, le richieste di catering sparirono, i fornitori si eclissarono e i tavoli nel ristorante restarono vuoti. Il motivo è ben chiaro: un carabiniere armato di mitraglietta piazzato sulla porta non crea certo un’atmosfera rilassata.

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Il Paradosso della Felicita’

Ultimamente, leggendo riviste e testi che trattano dei principi alla base del dono, mi sono appassionata agli studi sulla cosiddetta economia della felicità.

Tali studi si basano sul “paradosso della felicità” per cui è stato dimostrato che una società che fonda il proprio assetto socio economico sul tradizionale concetto di scambio in cui prevalgono i beni materiali a scapito di quelli relazionali, non raggiunge il massimo benessere complessivo. Una delle conclusioni rispetto a questo sembra essere  che ricchezza (o utilità) e felicità (o benessere sociale) non sempre sono correlate,

Perché per essere più felici non basta cercare di aumentare l’utilità

(prodotti, beni, servizi), bensì, almeno in maniera prevalente, è necessario addentrarsi nella sfera della relazione tra le persone.

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