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Lanciamo le Partite del Cuore oltre l’ostacolo

È di questi giorni la notizia che sta spopolando su giornali, blog e siti internet e che riguarda lo scandalo (o presunto tale ) della Nazionale Parlamentari Calcio.

La notizia la potete trovare sul Corriere della Sera o su La Repubblica. In pratica ciò che si contesta è che la Nazionale dei nostri Parlamentari si sia concessa per un torneo di beneficenza (raccolta fondi no?), ma tenendo a precisare che dovesse essere totalmente spesata.  A coprire i costi ci hanno pensato alcuni sponsor, in quanto, come affermato da un collega catanese dei Parlamentari, l’On. Beretta: “Non credo che qualcuno sarebbe stato disposto a pagare per venirci a vedere”, considerazione che fa emergere i primi dubbi sullo strumento di raccolta fondi.

La Repubblica fa notare come chi alla fine “ha materialmente donato qualcosa sia proprio lo sponsor, mentre i Parlamentari avrebbero donato la loro partecipazione”.

Lasciando ad ognuno le proprie considerazioni sul fatto che i Parlamentari non abbiano donato personalmente  alla fine della partita un euro all’Associazione “Sorelle della carità” per acquistare alcune carrozzine per disabili, il vero tema per me riguarda la questione sponsor, le partite del cuore e la rendicontazione.

Sulla questione della donazione non fatta personalmente dagli Onorevoli dico solo che le considerazioni fatte dai vari organi di stampa partono dal vecchio e desueto paradigma che, visto che ho denaro e sono abbiente, sarei tenuto a donare. Questo ragionamento è sbagliato e spesso fa elaborare strategie di fundraising errate. La lezione per le organizzazioni deve essere quella di trovare legami tematici con le reti (in questo caso la Nazionale Parlamentari) e non solo strumentali (quella rete ha i soldi e dunque mi può donare). Della valutazione LAI (LINK, ABILITY e INTEREST) la ricchezza rappresenta solo una di queste voci, ovvero l’ability.

Passiamo agli ulteriori temi.

La questione sponsor

Mi fa piacere che i giornali e le persone tirate in causa chiamino le aziende che hanno pagato per vitto ed alloggio “sponsor”. È poi paradossale che nell’articolo la Repubblica dica che chi ha donato qualcosa sia stato lo “sponsor”. Se di “sponsor” e di relativa sponsorizzazione commerciale si tratta, allora non ci troviamo di fronte ad una donazione ma ad un’azione che tende a portare benefici di tipo commerciale o paracommerciale. Effettivamente la causa sociale nell’evento in questione passa in secondo piano o addirittura terzo. Ciò cui si lega generalmente l’azienda è l’evento spettacolare ma, come dice l’On. Beretta, non sembra ci siano particolari aspetti spettacolari o comunicativi. La questione resta dunque aperta.

Le partite del cuore e la raccolta fondi

Mi sembra di aver visto davvero pochi rapporti su quanto sono costate le diverse partite del cuore e quanto abbiano raccolto. Qui forse un po’ di colpa la hanno anche le associazioni che si sono legate a questi eventi, che tendono a dare via la propria Causa Sociale davvero troppo facilmente, forse attratti da un facile risultato di raccolta fondi.

Il tema della rendicontazione

Paniz afferma come la Nazionale Parlamentari abbia donato negli anni o contribuito a donare milioni di euro a diverse cause sociali. Ho cercato sul sito della Nazionale e devo dire che non sono riuscito a trovare nessuna forma di rendicontazione. Certo che in mancanza di tali strumenti ci si può fidare solo sulla parola… sicuri che i nostri politici godano di una tale fiducia?