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Post con Tag ‘corsi’

Radio, non profit e fundraising: un grande potenziale

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Guest post a cura di Guido Monti, esperto di radio e docente della Scuola di Roma Fund-Raising.it nel corso Scrivere per raccogliere fondi con testa, cuore e orecchio.

Il 13 febbraio è stato proclamato dall’UNESCO la Giornata Mondiale della Radio.

La radio per me è una professione e anche un grande amore.

È il media che crea maggior familiarità e conforto, genera emozioni e ci fa stare meglio, riesce a darci energia e a migliorarci l’umore ma aiuta anche a rilassarci. Ha la capacità di entrare nel mondo di ciascuno, stabilendo una relazione personale.

La radio è duttile, dinamica, non vincolante, gratuita.

Si ascolta ovunque mentre si fa qualsiasi cosa! È con noi soprattutto quando viaggiamo in auto, che rimane uno dei luoghi cardine dell’ascolto.

La radio è trasversale, arriva sui taxi, sui camion a rimorchio, sulle piccole utilitarie, cosi come su fiammanti auto sportive.

La radio continua a stimolare la propria comunità di ascoltatori per la quale ha un ruolo guida, di coagulo e di indirizzo e permette loro di riconoscersi intorno ad un’identità.

Giornata Mondiale della Radio

La radio e il non profit: un’opportunità

In Italia ogni giorno 35 milioni di persone la ascoltano e vivono con lei una relazione diretta che, rispetto a quanto avviene con gli altri mezzi, ha in più il trasporto emotivo e la forza dell’immaginazione personale.

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Luglio col bene che ti voglio il fundraising non finirà…

W il fundraising!

Ci siamo. Sono arrivate le tanto agognate vacanze, è un tardo pomeriggio di fine luglio, una luce crepuscolare entra dalle finestre. Mentre spengo il computer, sistemo un po’ la scrivania, chiudo le finestre, ripercorro mentalmente quest’anno vissuto in modo intenso.

La Scuola di Roma Fund-Raising.it è cresciuta molto in questi dodici mesi. È nata la Scuola Fundraising del Sud, in collaborazione con il Consorzio Nova, per lo sviluppo di un nuovo welfare di comunità nel Mezzogiorno. L’abbiamo presentata a Bari, in occasione della seconda tappa del nostro progetto “Fundraising, Un altro welfare è possibile”. Eh sì, dal 7 giugno 2013, primo incontro del Pensatoio, ne abbiamo fatta di strada. In tutti i sensi. In senso fisico, altre tappe si sono succedute, quali appunto Bari, Vallo del Cilento, Cannobio e il Festival del Fundraising. Altre ancora ce ne saranno. Abbiamo inoltre raggiunto risultati importanti: la proposta di aprire un tavolo con la Regione Puglia, Confindustria Puglia e Fondazione con il Sud. Le prime indicazioni di policy che contribuiranno a scrivere il Manifesto del Nuovo Fundraising: la mobilitazione è stata tanta.

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Fundraiser o consulente di fundraising?

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È terminata da poco la Masterclass organizzata dalla Scuola di Roma Fund-Raising.it e dedicata alla delicata funzione della consulenza in fundraising.

Il corso che ho avuto modo di tenere con nove persone fantastiche, oltre ad aver avuto un ottimo risultato didattico (a detta dei partecipanti) ci ha permesso di dare uno sguardo meno “ingessato” e più “sincero” alla grande sfida professionale e sociale che i consulenti di fundraising devono affrontare. Questo è stato possibile grazie anche e soprattutto ad una serie di momenti di incontro con dirigenti di organizzazioni non profit che si sono resi disponibili a condividere le opinioni e le aspettative che ciascuno ha rispetto all’altro.

Dalla tre giorni, intensissima ma molto interessante, sono emersi alcuni punti che potremmo chiamare falsi miti e pietre di inciampo che spesso il consulente di fundraising si trova di fronte e che deve evitare se vuole fare di questa professione un qualcosa che faccia la differenza nella sua vita e soprattutto in quella dei propri “assistiti”.

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Cambio vita: divento consulente in fundraising

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Era una notte buia e tempestosa… No, non sto tentando di scrivere un romanzo.

Voglio parlarvi di me, della mia esperienza personale.

A chi non è capitato un periodo in cui si vorrebbe rivoluzionare ogni angolo della propria vita, buttare all’aria e ricostruire tutto. A me è successo. E succede spesso. Ma si sa: sono dei gemelli…

Nel 2006 il mio lavoro principale era quello di traduttrice per una famosa organizzazione sanitaria internazionale. Traducendo i loro progetti, così precisi in ogni singolo dettaglio e azione, ho capito che volevo dare una struttura all’esperienza fatta nel volontariato. Insomma volevo dare una sferzata al mio lavoro. A quarant’anni.

Così mi sono iscritta ad un Master in Project Management per le Ong e le Onp. Il master prevedeva uno stage alla fine. Ora capite bene che, a quarant’anni, non potevo permettermi di fare uno stage in cui fare fotocopie e che soprattutto non potenziasse le mie capacità professionali. Per cui cominciai a selezionare attentamente le possibili opzioni.

Una sera una mia amica mi parlò molto bene di un certo Coen Cagli, uno dei nostri professori del Master, esattamente professore di fundraising strategico. Coen Cagli? Ah sì, quello altissimo: la sua lezione era stata una tra le più interessanti. La più interessante.

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Diventare consulente di fundraising

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Per fare il consulente di fundraising non è sufficiente sapere di fundraising!

L’attività di consulente di fundraising in un’organizzazione non profit somiglia molto al lavoro artigianale di un buon sarto che cuce un vestito su misura. Si può confezionare un buon abito solo tenendo in debito conto le caratteristiche fisiche della persona e l’unicità di chi commissiona il lavoro.

Così in una consulenza di fundraising si deve prestare la massima attenzione alla storia e alle aspettative dell’organizzazione, per modulare una strategia adeguata ed efficace.

A volte bisogna ridefinire subito il bisogno reale dell’organizzazione perché l’obiettivo della consulenza è fare acquisire un metodo per realizzare una strategia di fundraising per la sostenibilità economica dei progetti.

Si deve comunque evitare il paradosso di “bloccare un’organizzazione”. Al contrario bisogna operare per sbloccarla, facilitando i processi di innovazione partendo dalle sue esperienze storiche e di successo.

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