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EsTetica. Il salone sociale dell’Associazione Pianoterra onlus

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Guest post a cura di Elisa Serangeli dell’Associazione Pianoterra Onlus.

Era il primo marzo del 2013 e, come ogni anno, cercavamo un modo per festeggiare con le nostre mamme la Festa della Donna.

Siamo un’associazione che nasce a Napoli nel 2008 per realizzare progetti a sostegno delle famiglie più vulnerabili, in particolare della coppia madre-bambino. Una delle psicologhe voleva offrire alle nostre utenti un momento di “evasione” e leggerezza che, di fatto, non si concedono mai. Così abbiamo deciso di organizzare un incontro di “Trucco e Parrucco”, in cui le mamme stesse si sarebbero “fatte belle”, truccandosi, dandosi consigli e prendendosi cura l’una dell’altra.

Quell’ 8 marzo le nostre mamme sono arrivate in sede per farsi truccare, sentirsi attraenti, condividere un pomeriggio tra donne, e parlare del più e del meno. Durante l’incontro una nostra operatrice ha raccontato le origini della Festa della Donna, a partire dall’incendio alla fabbrica Triangle di New York dove persero la vita 146 lavoratori, per lo più donne.

Finito il racconto una delle mamme esclamò: “Questa non è una festa, è un dramma!”. E il dramma ha preso forma, in quella stanza, attraverso i racconti di due di loro che per la prima volta, da quando venivano in Associazione, ci hanno parlato di abusi e violenze subite e sempre taciute.

L’Associazione Pianoterra e il progetto EsTetica

L’esperienza vissuta con le nostre utenti quell’ 8 marzo ci ha fatto molto riflettere: il forte legame tra vissuto, mondo interiore ed esteriorità che tutti noi di Pianoterra ben conosciamo è emerso in maniera semplice, ma prepotente. Così come la loro esigenza di frequentare uno spazio esterno in cui poter ridefinire il proprio mondo interiore, analizzarlo e valutarlo in modo diverso.

Da qui, in maniera graduale e sistematica abbiamo iniziato a definire il progetto EsTetica. Il salone sociale. Abbiamo conosciuto una realtà molto più strutturata della nostra che è la fonte di ispirazione: Josephine Beautè, il salone di bellezza di Lucia Iraci a Parigi. Inoltre siamo riuscite a coinvolgere Sephora Italia (gruppo LVMH), nota marca di cosmetica, che è diventato nostro sponsor tecnico.

Il Salone Sociale offre trattamenti estetici ad un costo simbolico di 3 euro a seduta ed è rivolto alle nostre utenti e alle altre donne segnalate dai servizi sociali o da altri enti assistenziali. Donne italiane e straniere in difficoltà e a rischio di emarginazione che hanno l’opportunità di soffermarsi anche sulla propria esteriorità – spesso dimenticata per far fronte a problemi più urgenti – per migliorarla, renderla più piacevole e rassicurante valorizzando le caratteristiche di ognuna.

Il nostro obiettivo è quello di migliorare la loro fiducia e l’autostima anche a partire dalla cura dell’immagine esteriore: sentirsi e volersi più belle.
 Se è vero che la ricerca della bellezza fine a se stessa può generare una distorsione della percezione del “sé” e della realtà, nello stesso modo la negazione o il trascurare la nostra immagine può provocare una sensazione d’inadeguatezza che si riflette negativamente nell’ambito delle relazioni sociali, soprattutto quando la mancanza di cura verso se stesse riguarda donne che vivono gravi disagi sociali 
e verso gli altri.

Fundraising per un Salone Sociale: risultati positivi e difficoltà

Dopo quasi due anni di attività i risultati sono molto soddisfacenti e incoraggianti. Ad ogni appuntamento partecipano 5 o 6 donne. Con tutte le destinatarie dell’intervento riusciamo ad avere un rapporto diretto e continuativo. Conoscere le “clienti” e monitorare nel tempo le loro condizioni di vita, ci permette di valutare l’impatto del Salone Sociale sulla loro esistenza, in aggiunta al lavoro multidimensionale e complesso in cui solitamente sono inserite. Molte hanno acquisito maggiore fiducia nelle loro capacità di donne e madri, maggiore rispetto per se stesse, maggiori capacità di riconoscere i propri bisogni e quelli dei loro bambini. Ci hanno raccontato di sentirsi meglio e quanto per loro sia importante ritagliarsi un tempo ed uno spazio proprio.

EsTetica è stato scelto come uno dei progetti più significativi nell’ambito del Transatlantic Forum on Inclusive Early Years – Soluzioni innovative per la prima infanzia (iniziativa congiunta di Fondazione Zancan e Compagnia san Paolo) con la seguente motivazione: “Per l’idea originale di “aggancio” delle famiglie messa in pratica, il salone è considerato una “giovane promessa” nel settore degli interventi a sostegno dei genitori, in particolare immigrati e/o a basso reddito.”

Ha ricevuto negli ultimi mesi una grande risonanza mediatica: interviste, articoli, passaggi televisivi, ecc.

EsTetica è un progetto quasi interamente sostenuto dalla nostra Associazione, abbiamo difficoltà a trovare i fondi per garantire le attività in calendario (anche se da poco abbiamo ricevuto una piccola donazione da Banca Intesa) e per questo motivo, nonostante la domanda crescente e la risonanza mediatica, non riusciamo ad adeguare l’offerta.

Cosa non ha funzionato? Una scarsa capacità della nostra Associazione di utilizzare il momento propizio per raccogliere fondi? O il fatto che i donatori preferiscono comprare un piatto caldo o un medicinale?

Guest post a cura di Elisa Serangeli dell’Associazione Pianoterra Onlus.

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