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Groupon: crowdfunding o corporate fundraising?

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Sono ormai alcuni anni che per le organizzazioni nonprofit è possibile fare un’operazione di raccolta fondi attraverso Groupon, sfruttando quella che l’azienda stessa chiama la Groupon Community.

Sulla comunità on line, che trova spazio all’interno del blog di Groupon, sono elencati i progetti sociali cui i clienti del portale hanno potuto aderire con una donazione.

L’ultima campagna conclusa su Groupon riguarda il progetto “InDifesa delle bambine”, realizzato da Terre des Hommes. La campagna ha permesso di raccogliere 6.266€ in due settimane. Da notare il link che è stato creato tra la festa della donna e il progetto in favore delle bambine con una sorta di link di genere.

Questa ovviamente non è l’unica campagna che ha trovato diffusione e spazio attraverso Groupon e la sua comunità. Dal 2011 ad oggi sono diversi i progetti cui è stato possibile fare una donazione.

L’AIRC ha raccolto 9.166€ in due settimane con la campagna “Dona un bacio…accademico” che ha trovato spazio nel periodo di San Valentino. In questo caso l’obiettivo era di 25.000€ (quindi non è stato raggiunto) ma la raccolta è stata in ogni caso interessante.

In queste due campagne il donatore faceva una donazione secca, ovvero non otteneva nessun beneficio reale, se non l’adesione alla causa ed al progetto.

Meglio è andata la campagna conclusasi il 31 dicembre 2013 in cui sono stati raccolti 41.838€ a favore della Casa della carità “A.Abriani” di Milano ma in un arco di tempo di tre settimane. In questo caso il donatore aveva più tempo per donare e la campagna si è svolta in un periodo che noi addetti ai lavori chiameremmo “generoso”, ovvero Natale.

Cosa ha determinato il successo di tale campagna rispetto alle altre due di cui sopra? Certamente un motivo potremmo identificarlo come detto nel periodo natalizio. Una ragione ulteriore potrebbe risiedere nella stessa buona causa e nel progetto ovvero la distribuzione di pasti gratuiti a chi è in difficoltà. Il periodo Natalizio, inutile dirlo, si lega bene a questo tema e la crisi economica ha senza dubbio rafforzato le cause comunitarie caratterizzate dalla prossimità. Infine, in questo caso il donatore aveva la possibilità di partecipare, donando, all’estrazione di 10 posti ad un workshop particolare realizzato dal famoso Chef Rubio.

Crowdfunding o corporate fundraising?

Ma di cosa si tratta in tutti questi casi? Di un’operazione di crowdfunding o di un’operazione di corporate fundraising?

L’operazione assomiglia ad un’operazione di crowdfunding, in quanto si raccolgono piccole donazioni da parte di donatori individuali. Ma quali sono le differenze tra quest’operazione e una classica operazione di crowdfunding?

La prima differenza sta nel fatto che in questo caso l’intero ricavato va a favore della causa sociale. Nelle classiche piattaforme di crowdfunding, invece, una piccola percentuale resta alla piattaforma come introito a garanzia della sostenibilità.

La differenza più importante, però, è data dal fatto che Groupon mette a disposizione la propria clientela per fare l’operazione di fundraising, mentre nelle piattaforme classiche la community deve essere messa a disposizione dall’organizzazione.

In pratica la classica piattaforma di crowdfunding è uno strumento che va fatto viaggiare sui propri canali di comunicazione. Infatti, a differenza degli Stati Uniti d’America, in cui vi sono una serie di soggetti sensibili che cercano sulle piattaforme progetti interessanti da sostenere, in Italia questo fenomeno non è ancora rappresentativo ed è proprio questo il punto su cui molte campagne trovano un forte limite. Perché la campagna abbia esito positivo è fondamentale avere una buona base di donatori verso cui veicolare la comunicazione rispetto alla campagna oppure avere dei social network sviluppati o altri canali di comunicazione.

Nel caso di Groupon invece la comunità viene fornita da Groupon stessa. L’organizzazione non profit può certamente comunicare la campagna anche sui propri canali di comunicazione, ma l’elemento più interessante resta il fatto di poter colpire un pubblico diverso dal proprio.

Il mio parere, perciò, è che queste operazioni siano più vicine al corporate fundraising con il coinvolgimento della clientela dell’azienda. In pratica non si distingue molto dalla situazione in cui ai clienti di un supermercato viene chiesto, una volta alla cassa, di fare una donazione a favore di un’organizzazione non profit o di un suo progetto.

L’unica differenza sta nel fatto che in questo caso il supermercato è on line.

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