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Post con Tag ‘fundraising’

Settembre e’ arrivato e ripartono i nostri corsi di fundraising

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Da settembre a dicembre sono molte le offerte del nostro catalogo.

Iniziamo con tre novità

Il 14, 15 e 16 ottobre si terrà la seconda edizione della Masterclass – diventa consulente strategico di fundraising. È un’iniziativa di formazione veramente speciale riservata a chi è già consulente di fundraising e vuole migliorare le proprie conoscenze specifiche e a chi intende avviare un’attività di consulenza in fundraising. Una tre giorni guidata da Massimo Coen Cagli, uno dei primi consulenti in Italia, insieme al gruppo di professionisti della Scuola di Roma Fund-Raising.it. Non solo lezioni ma anche incontri individuali, momenti di socializzazione delle esperienze e prove pratiche.

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Storytelling per il nonprofit: tra mosaico e fumetto

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Quando parlo di storytelling c’è un concetto su cui insisto sempre: la storia non è nel post (termine, questo, freddo e inflazionato) ma nell’azione dell’organizzazione non profit. Il post, in caso, serve a narrare un piccolo episodio di questa storia.

Il lavoro quotidiano, gli sforzi per portare avanti servizi e progetti innovativi, le collaborazioni, il coinvolgimento dei sostenitori, i rapporti con i beneficiari: questa è la storia dell’ONP. Una storia che ogni giorno cresce e si fa più ricca. Compito di chi lavora in comunicazione per il non profit è farla splendere e renderla visibile allo sguardo e al cuore di sostenitori vecchi e nuovi.

Gli ingredienti per farlo ci sono tutti. Più complicato spesso è reperire le risorse, acquisire le competenze e spezzare i tabù.

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Crowdfunding per la Grecia: 3 esperti a confronto

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L’iniziativa è quella di un 29enne londinese, Thome Feeney che ha lanciato sulla piattaforma Indiegogo una campagna di crowdfunding per raccogliere il miliardo e 600 milioni di euro di debito che Atene ha con il Fondo monetario Internazionale. “Basterebbe che ogni cittadino europeo donasse 3 euro”, ha detto Feeney.

In meno di 48 ore la piattaforma ha raccolto 474.513 euro e il risultato finale è stato di 1.930.577 euro raccolti attraverso 108,654 donatori in soli 8 giorni.

Thome Feeney ha promesso una cartolina di Alexis Tsipras per chi dona 3 euro, un’insalata di olive e di feta per chi ne versa 6, mentre se si arriva a 10 si garantisce una bottiglia di ouzo, il liquore greco all’anice.

Su questo episodio abbiamo chiesto il parere di tre esperti: Massimo Coen Cagli, direttore scientifico della Scuola di Roma Fund-Raising.it, Maurizio Imparato, crowdfunding training expert 
titolare di Master Mind srl, società di consulenza su crowdfunding e tecniche di vendita e Chiara Spinelli di Registro.it, pioniera del crowdfunding in Italia e evangelist della rete.

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Responsabilita’ sociale di impresa: Leroy Merlin, caso tutto italiano

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Ho intervistato Luca Pereno, Corporate Social Responsability manager – Coordinatore Sviluppo Sostenibile presso Leroy Merlin, il quale, oltre a raccontarci la CSR della sua azienda, dei progetti innovativi attraverso i quali la CSR di Leroy Merlin viene declinata, offre spunti interessanti per le organizzazioni nonprofit che volessero proporsi e sviluppare partnership e progetti.

In cosa si differenzia la CSR di Leroy Merlin nel contesto italiano?

“La volontà è quella di distinguersi da una CSR finalizzata al marketing, alla reputazione all’immagine dell’azienda. Il nostro sforzo è quello di andare oltre. Oltre al semplice rispetto della legge, oltre al fare comunicazione, ma soprattutto oltre a realizzare progetti. La volontà è infatti quella di lavorare sui processi.

Come abbiamo detto in occasione del nostro Green Day, andare oltre significa trasformare un progetto in processo. Un progetto ha un inizio e una fine, un processo ha un’evoluzione, una crescita, un consolidamento. Andare oltre significa porsi sempre nuovi obiettivi, cercare di innovare, alzare l’asticella in una sfida che si gioca in un mercato in continuo e rapido cambiamento. Ma la vera innovazione, in un’epoca di sharing economy, è scegliere di non gestire il cambiamento da soli ma insieme ai propri collaboratori, attraverso il confronto con gli stakeholders, grazie all’ascolto della comunità.

In sintesi penso quindi che siano due le parole che indicano le nostre azioni: oltre e condivisione.

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Ciao, ti e’ arrivato il mio messaggio?

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“Ciao, ti è arrivato il mio messaggio?”

Nell’ultimo mese ho sentito rivolgere questa domanda per tre volte. Due volte mi è stata posta personalmente; la terza volta l’ho sentita fare a un passante prima di essere “abbordato” a mia volta. Dopo quest’ultimo episodio e il modo in cui sono stato trattato, non ho resistito e ho deciso di andare un po’ fuori tema rispetto al mio consueto, provare a riflettere e sentire il vostro parere.

Vi spiego. A farmi questa domanda sono stati giovani dialogatori di grandi organizzazioni non profit (una in realtà rappresentava l’ufficio italiano di un’agenzia delle Nazioni Unite). Dopo essere stato fermato due volte per strada credendo proprio che qualche mio conoscente mi stesse chiamando, la terza volta è capitato mentre aspettavo l’ascensore di un edificio pubblico per recarmi (di corsa, come spesso mi capita) a una riunione di lavoro.

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